mercoledì 20 luglio 2016
DALLA TERRA AL CIELO
La vista è possibile dal buio verso la luce, e non al contrario (vv.337-352 Lucrezio)
NIGREDO. Nel buio della terra muore la materia ma non l’energia che nell’ALBEDO germina nuova vita. Un tempo di maturazione tiepido e lento che purifica e alimenta l’essenza che cresce e si forma come un pulcino nell’uovo, CITRINITAS. Fino all’esplosione finale, una rossa fiammata che è vita, cuore palpitante e amore, RUBEDO.
venerdì 4 marzo 2016
GUERRA MONDIALE, capitolo dell'ARTE
Se la verità dell'arte è un annuncio del futuro che pochi comprendono ma tutti vivranno, quel che ci aspetta è una guerra devastante.
L'Arte "nuova" ( del novecento) ripiegata su sé stessa, intrascendente, sociologica; l'arte ostile provocatoria che non rimanda a nessun codice a nessun oltre, ha compiuto il suo percorso disumanizzante. Trasformando il mondo dell'Estetica in uno stato di umiliazione, dove l'umano è bandito, travolto dal disastro del gusto e dalla perdita di senso.
E tutto è sotto ai nostri occhi.
Miriam R
Installazione al Parco Gomez- Lecco
sabato 7 novembre 2015
LO SPAZIO ESPOSITIVO
È oggetto di mercato e offerto un tanto a… Un tanto a manufatto o un tanto al metro. Gallerie, esposizioni, fiere, riviste, giornali, siti web, aste, servizi tv. Tutto ciò che può essere visto, ha un prezzo e la contropartita è la visibilità in una foto in posa con il promotore (o rappresentate tale) dell’evento stesso che, in virtù Di ciò aumenta, selfie dopo selfie la sua popolarità… e “quotazione”.
Detesto le foto in posa, il chiasso, il “calpestio serrato” (mi sta venendo in mente Majakovskij) delle fiere, i “mi piace” collezionati come figurine. Detesto il frastuono e la schiavitù dei convenevoli. Per questo sono, resto e sarò per sempre un UNDERGROUND. Un sommerso che gode del silenzio, della conoscenza, del bisbiglio molecolare, dello studio che mi riconosce ignorante ogni giorno di più, dei contatti maturati a lungo e meditati. Così, di tanto in tanto stacco un rosone e lo porto fuori, in un luogo perché “L’artista che non si mostra è morto, non esiste” scrisse tempo fa Angela Vettese, e invece io ci sono! Liberamente.
domenica 26 luglio 2015
ROSSLYN
"quando le si chiede del suo fare artistico, Miriam risponde così:testimonio l'opera di chi ci ha preceduto e con infinito lavoro, imparo e m'illumino di conoscenza"
Rosslyn, la tendenza vegetativa di tutto il divenire verso una nuova maggiore perfezione.
sabato 17 gennaio 2015
MIRIAM RAVASIO relatrice KIWANIS
giovedì 15 gennaio 2015
Perché i Rosoni
Miriam Ravasio ha affrontato la sua relazione con una disanima sui rosoni: origine del nome, rapporto e loro funzione con l’architettura gotica delle grandi cattedrali, simbologia.
Il Rosone è un fiore di luce che sulle facciate esterne delle Notre Dame, le grandi cattedrali, si mostra chiuso, per aprirsi solo all’interno con alchimie ancora oggi sconosciute. La luce attraversa rosoni e vetrate senza scomporsi, i loro colori restano inalterati nel tempo; figli e creature di una conoscenza misterica che si apprendeva solo per iniziazione, da maestro ad allievo. Così fra rotazione delle sfere, i pianeti allora conosciuti, Pitagora, numero aureo, paralleli e matrici geografiche, Miriam ha introdotto il tema a lei più caro: nell’architettura e nelle arti del passato si esprimeva e si tramandava una conoscenza complessa, attraverso una simbologia ricca e creativa che, riconosceva all’artista il ruolo attivo del tramite. Oggi non più, dalla dicotomia dei saperi, umanistico e scientifico nasce un’arte avulsa da spiritualità e bellezza. L’artista privo del suo rapporto storico con il sapere rivolge la sua azione alla sociologia o alla sua emotività, parla di sé o organizza e provoca eventi audience, come le recenti mostre e installazioni ben dimostrano. Il dito medio installato davanti alla Borsa di Milano, il sex toy di Place de la Concorde e la mostra, appena chiusa, di Palazzo Cavour a Torino.
Ma nella forma dei rosoni, il cerchio, Ravasio individua la possibilità di una congiunzione fra arte e scienza e lo argomenta citando le sperimentazioni sulla scala diatonica naturale, il canto dei monaci durante la realizzazione di un mandala, registrato e proiettato con le nuove tecniche cimatiche riproduce l’esatta forma geometrica del mandala. “Per questo, con garze e bende riproduco un cerchio di trasparenze leggere, su cui poi intervengo con disegno e colori ad olio. Piccoli rosoni dal diametro di un metro che fotografo nei boschi, lungo il fiume, fra le rocce e solo successivamente, dopo averlo trasferito dalle reti d’appoggio al plexiglass, lo espongo nelle mostre”. Circolare è il Pantheon che accoglie l’uomo nel suo bisogno di spiritualità, circolari sono i tempietti della Sapienza le cui colonne corrispondono alle scienze del sapere e della conoscenza.
I suoi rosoni sono pop, vividi e colorati per smuovere in noi le emozioni primarie, sopite dalle concitazioni e dalla disattenzione di una vita frenetica e difficile. “Cosa siamo se non ci mettiamo in contatto con l’infanzia?” e ricordando che l’arte degli antichi si presentava agli uomini festante di colori, Ravasio conclude: ritorniamo all'origine del mito.
giovedì 28 agosto 2014
mercoledì 28 maggio 2014
MIRIAM RAVASIO AL TEATRO NUOVO
Milano, dal 29 aprile al 4 maggio 2014 con tre opere nella collettiva organizzata da Eureka eventi d'Arte,ABOUT ART
Titolo delle opere: Rosetta Mystica (50x50, olio su garze su plex) Rosso Maltese (50x64) Perpetua Fioritura ( 50x 64)
lunedì 24 febbraio 2014
giovedì 12 settembre 2013
MIRIAM RAVASIO, PRESENTAZIONE
Sul portale d'arte Migranze è on line una nuova presentazione che comprende disegni (1999/2001) e ultimi lavori di Miriam Ravasio. Le immagini scorrono in sequenza e cliccando su Dettagli compaiono in gruppi di quattro con titoli e brevi commenti.
http://www.migranze.net/miriam-ravasio/gallery.htm
domenica 11 agosto 2013
giovedì 11 aprile 2013
arte accessibile 2013 - Miriam Ravasio padiglione 1
lunedì 1 aprile 2013
MIRIAM RAVASIO, MALPENSA FIERE
Popcorner, percorso in fiera sull’ultimo calcio d’angolo di una partita in corso da oltre sessant’anni,il pop nelle sue infinite mutazioni. Una piccola collettiva curata e proposta da Raffaele Memoli della omonima galleria di Arte Contemp
oranea Milano- Potenza. Sei artisti, diversi per età, formazione, tecnica ed esperienza ma uniti nell’invisibile animazione da uno stesso spirito propositivo: l’arte è ricerca del fare e il suo bene è trasmissione di energia. Stefano Bressani, stoffa che trasforma le immagini in icone di volume; R.e.m.i.d.a, lo spettro aureo che vela l’arbitrio delle aspirazioni e degli usi comuni; Vava (Stefania Galli) led ad illuminare i ricordi che affiorano leggeri dai luoghi della memoria; Mario Vasta, l’olio come retino innaturale e necessario per guardare ad occhio nudo l’impossibile luce del mezzogiorno; Federico O. Unia, energia Dada-Rapper che si espande, fra colte citazioni, per collages e graffiti tridimensionali; Miriam Ravasio, gli antichi misteri dell’arte e dell’architettura sono bersagli d’incanto, rosoni pop dipinti su reti da orto e da giardino.
Le esposizioni nelle Fiere si organizzano in stand affittati dagli espositori; metri preziosi e tempi brevi, brevissimi, solitamente due giorni o poco più. Come in questo caso dove alla tradizionale fiera “Salon&Arredamento, idee per la casa” di Malpensa Fiere, da 4 anni si affianca ART- Mostra mercato d’arte moderna e contemporanea. Opere messe a parete una accanto all’altra, stipate e quasi senza respiro, ma i tempi della crisi impongono “sobrietà” e le fiere sembrano goderne; espositori e visitatori sono in aumento e il calendario fieristico è fittissimo.
Che il futuro dell’arte sia solo questo? Non credo, nuove particelle sono nell’aria e quando l’uomo si riscoprirà capace di visione, l’arte si ricaricherà di fascino e di proposta e, oltre ai sensi, ritroverà il suo posto nel cuore.
Per ora rimandiamoci alla prossima scadenza: Milano Arte Accessibile, Fiera d’Arte contemporanea, sede Sole 24 Ore, Pad. 1- stand 17. Viale Monterosa 91
oranea Milano- Potenza. Sei artisti, diversi per età, formazione, tecnica ed esperienza ma uniti nell’invisibile animazione da uno stesso spirito propositivo: l’arte è ricerca del fare e il suo bene è trasmissione di energia. Stefano Bressani, stoffa che trasforma le immagini in icone di volume; R.e.m.i.d.a, lo spettro aureo che vela l’arbitrio delle aspirazioni e degli usi comuni; Vava (Stefania Galli) led ad illuminare i ricordi che affiorano leggeri dai luoghi della memoria; Mario Vasta, l’olio come retino innaturale e necessario per guardare ad occhio nudo l’impossibile luce del mezzogiorno; Federico O. Unia, energia Dada-Rapper che si espande, fra colte citazioni, per collages e graffiti tridimensionali; Miriam Ravasio, gli antichi misteri dell’arte e dell’architettura sono bersagli d’incanto, rosoni pop dipinti su reti da orto e da giardino.
Le esposizioni nelle Fiere si organizzano in stand affittati dagli espositori; metri preziosi e tempi brevi, brevissimi, solitamente due giorni o poco più. Come in questo caso dove alla tradizionale fiera “Salon&Arredamento, idee per la casa” di Malpensa Fiere, da 4 anni si affianca ART- Mostra mercato d’arte moderna e contemporanea. Opere messe a parete una accanto all’altra, stipate e quasi senza respiro, ma i tempi della crisi impongono “sobrietà” e le fiere sembrano goderne; espositori e visitatori sono in aumento e il calendario fieristico è fittissimo.
Che il futuro dell’arte sia solo questo? Non credo, nuove particelle sono nell’aria e quando l’uomo si riscoprirà capace di visione, l’arte si ricaricherà di fascino e di proposta e, oltre ai sensi, ritroverà il suo posto nel cuore.
Per ora rimandiamoci alla prossima scadenza: Milano Arte Accessibile, Fiera d’Arte contemporanea, sede Sole 24 Ore, Pad. 1- stand 17. Viale Monterosa 91
mercoledì 21 novembre 2012
ROSONI E MANDALA, la luce misterica del cerchio
"...che in Natura prevalga la forma circolare, è manifesto da tutto ciò che nell'universo dura, si genera e si strasforma" Leon Battista Alberti
31 ottobre 4 novembre 2012
Monastero del Lavello
mercoledì 5 settembre 2012
BERSAGLI D'INCANTO, rosoni di Miriam Ravasio
C'è un sorriso nel bosco, un sorriso fatto di colori spaziali, dove i rosoni sono bersagli d’incanto e dove l’incantevole diventa esso stesso incantato. Le forme nel tondo assumono armonie di altra natura, non più terrestre, non più umana: l’osmosi con un’entità altra è totalizzante. Miriam Ravasio, attraverso materiali rudimentali e arte autentica ogni oltre passione, riesce nella difficile impresa di proporre qualcosa per cui non sarebbe giusto ignorarne i meriti. Anzi, l’augurio è proprio quello: che possa ridefinire la storia dell’arte diffondendo queste proposte nuove, autentiche e originali.
Leonardo Fiasca
martedì 7 agosto 2012
I ROSONI di Miriam Ravasio, nel bosco di Lago Vecchio
" Paesaggi:l'arte possiede un suo lato infantile e nello stesso tempo un altro possente ed adulto. Il lato infantile riguarda l'onnipotenza dell'artista, che stabilisce una libertà creativa capace di trasformarsi in una forma concreta e tangibile. L'altra riguarda la disciplina necessaria a realizzare l'evento formale." A.B.O.
domenica 8 luglio 2012
FABBRICA IMMAGINE EVENTI - Miriam Ravasio
Un autoritratto in cm. 20 x 2o, come richiesto dagli organizzatori: un impasto di travertino su catrame su tela da restauro. E' così che mi sento, una colonnina in movimento e/o anche un fantasmino all'opera. Tanti, tantissimi altri autoritratti stanno raggiungendo Roma da ogni parte del mondo, per una mostra che si terrà in via dei Tre Pupazzi,dal 28 ottobre 2012 in avanti.
martedì 17 aprile 2012
MOSTRA AL MONASTERO di Miriam Ravasio
Con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale, del Centro Culturale Il Lavello e della Fondazione si è conclusa con successo di pubblico e partecipazione “l’insieme d’arte” proposto da me Miriam Ravasio e Felice Tavola, al Monastero del Lavello dal 17 al 27 marzo 2012.
Le origini Creative; non una mostra, non un evento, come tradizionalmente s’intende una manifestazione che comprende più iniziative, ma un’azione d’arte che ha promosso interazioni con soggetti diversi, il territorio, il pubblico e la scuola. Opere fisiche esposte e proiettate, realizzate nel corso di una carriera artistica e lavorativa, per libera iniziativa o su commissione; fra scenografie, moda, allestimenti e illustrazioni. La natura e la varietà dell’Arte nelle sue artistiche applicazioni, è stato il tema delle visite guidate, cui hanno partecipato ragazzi e professori della scuola media statale A. Manzoni e Scuola Parificata Caterina Cittadini. E siccome l’Arte è sempre amore, alla mostra, annunciata per le vie del paese con l’elmo guerriero armato (di pennelli), non è mancata la poesia giocosa dei bimbi della Scuola Materna Mere Susanne di San Gottardo, scesi in gita per l’occasione. Una vita spesa fra immagini, forme e colori, inizia presto per predisposizione e continua poi per accanimento e tenace applicazione, fra successi e difficoltà, abbandoni e rilanci. Dario Dell’Oro, nella presentazione ha parlato proprio di questo, rievocando l’inizio, quando era con noi pendolare sul treno a vapore Lecco-Bergamo; narrando fra aneddoti e comuni ricordi il nostro coinvolgimento con le realtà culturali e sociali attive nel paese: loro c’erano e ci sono sempre stati pur se loro arte, il loro lavoro si svolgeva altrove.
In contemporanea ai tempi espositivi, nella Biblioteca Civica è stata allestita la “Vetrina Filosofica dei Temi Trattati” testimonianza dei riferimenti e delle citazioni presenti nelle opere. Libri d’arte e di letteratura, saggi, biografie, immagini e schede tematiche scaricate dalla rete e soprattutto inviti alla lettura, poiché “Le opere sono veicoli iconici che rimandano a cose lette e studiate” ricorda Marsilio Ficino.
giovedì 8 marzo 2012
I PETEL DI MIRIAM
( L'aruspice, olio su materie plastiche 2011)
Poesie a colori o colori in rima, verrebbe da dire per le opere di Miriam Ravasio, artista che nelle sue più recenti opere dimostra di aver raggiunto una maturità inattaccabile, risultato di una sicurezza artistica oramai consolidata. Un percorso, il suo, di continua ricerca espressiva dove i protagonisti sono gli uomini altri - che potremmo benissimo riferire alla concezione classica dell’individuo - e i loro olimpi. Colonne, capitelli, templi, obelischi, grattacieli che si arrampicano sulla tela come scale; il cielo come porta e meta ultima del divenire. E poi l’aruspice che attende la creatura celeste, forse segno di svelata verità o salvezza, oppure simbolo di quel generale “recupero” dopo il decadimento umano,”ritorno al mondo nuovo” nella profezia di Huxley. Dalla grafite e gessi, sperimentando il collage materico, l’olio, la carta, la sabbia e una consapevole manualità, Miriam Ravasio spacca la forma imponendosi all’opera con la semplicità del bambino. Proprio per questo – in virtù di un’opera che mi ha convinto profondamente - mi sento di paragonare il linguaggio pittorico dell’artista a quel che Zanzotto definiva “petèl”, ossia il linguaggio dell’infanzia, “borbottio dalla sonorità liquida”, che qui si traduce nei colori e nell’apparente elementarità delle forme. L’artista infine pare porci una domanda, e lo fa a modo suo, con quella leggerezza timida che ne distingue l’animo sul sottile filo di una contiguità, la stessa che lo lega, in qualche modo, alla recherche di proustiana memoria : cos’è la vita se non la continua ricerca del proprio tempo perduto? Tempo perduto che, per non abbandonare la comodità delle nostre gabbie, chiameremo infanzia.
Leonardo Fiasca (alias di qualcun altro)
Poesie a colori o colori in rima, verrebbe da dire per le opere di Miriam Ravasio, artista che nelle sue più recenti opere dimostra di aver raggiunto una maturità inattaccabile, risultato di una sicurezza artistica oramai consolidata. Un percorso, il suo, di continua ricerca espressiva dove i protagonisti sono gli uomini altri - che potremmo benissimo riferire alla concezione classica dell’individuo - e i loro olimpi. Colonne, capitelli, templi, obelischi, grattacieli che si arrampicano sulla tela come scale; il cielo come porta e meta ultima del divenire. E poi l’aruspice che attende la creatura celeste, forse segno di svelata verità o salvezza, oppure simbolo di quel generale “recupero” dopo il decadimento umano,”ritorno al mondo nuovo” nella profezia di Huxley. Dalla grafite e gessi, sperimentando il collage materico, l’olio, la carta, la sabbia e una consapevole manualità, Miriam Ravasio spacca la forma imponendosi all’opera con la semplicità del bambino. Proprio per questo – in virtù di un’opera che mi ha convinto profondamente - mi sento di paragonare il linguaggio pittorico dell’artista a quel che Zanzotto definiva “petèl”, ossia il linguaggio dell’infanzia, “borbottio dalla sonorità liquida”, che qui si traduce nei colori e nell’apparente elementarità delle forme. L’artista infine pare porci una domanda, e lo fa a modo suo, con quella leggerezza timida che ne distingue l’animo sul sottile filo di una contiguità, la stessa che lo lega, in qualche modo, alla recherche di proustiana memoria : cos’è la vita se non la continua ricerca del proprio tempo perduto? Tempo perduto che, per non abbandonare la comodità delle nostre gabbie, chiameremo infanzia.
Leonardo Fiasca (alias di qualcun altro)
domenica 26 febbraio 2012
LE ORIGINI CREATIVE- mostra al Lavello
Dopo Picasso e l’affermazione autorevole dell’io creatore, nella Storia dell’Arte, si completa in modo irreversibile un processo iniziato già nel Cinquecento; sul ruolo dell’artista si muove uno scambio: dalla Ruota Orfica, simbolo infinito del ciclo della vita, alla Ruota degli Esposti.
Orfano di spirito e di mistero, definito nella propria materia l’artista avanza, seguendo le tracce di una mistica personale, creata prima dell’opera stessa. Sul suo impegno soffiano e hanno soffiato nuove madri: l’esaltazione ideologica e Futurista, l’entusiasmo Pop della produzione merceologica, la sociologia della denuncia e la comunicazione emarginata dei centri urbani. Un insieme schiumante e prolifico di particelle spente che suscita nella critica e nel pubblico una diffusa nostalgia per i caratteri unici e irripetibili della mente creatrice, la quale indaga oltre l’uniformità delle verità relative. L’epoca sobria e di contenimento imposta dalla crisi finanziaria, ci riporterà al sussurro spirituale dell’Arte: l’Uomo è più della sua vita, è Essere e molecola dell’Universo. L’artista non più solo, affidato al Risveglio del bene profondo, si scoprirà capace di ricerca e visione, di abilità e arguzia dalle infinite geometrie e manifestazioni. Questo è il tempo, questo è l’invito: consenso e sostegno all’arte per ri-conoscere e celebrare come sempre è stato LE ORIGINI CREATIVE.
miriam ravasio
Orfano di spirito e di mistero, definito nella propria materia l’artista avanza, seguendo le tracce di una mistica personale, creata prima dell’opera stessa. Sul suo impegno soffiano e hanno soffiato nuove madri: l’esaltazione ideologica e Futurista, l’entusiasmo Pop della produzione merceologica, la sociologia della denuncia e la comunicazione emarginata dei centri urbani. Un insieme schiumante e prolifico di particelle spente che suscita nella critica e nel pubblico una diffusa nostalgia per i caratteri unici e irripetibili della mente creatrice, la quale indaga oltre l’uniformità delle verità relative. L’epoca sobria e di contenimento imposta dalla crisi finanziaria, ci riporterà al sussurro spirituale dell’Arte: l’Uomo è più della sua vita, è Essere e molecola dell’Universo. L’artista non più solo, affidato al Risveglio del bene profondo, si scoprirà capace di ricerca e visione, di abilità e arguzia dalle infinite geometrie e manifestazioni. Questo è il tempo, questo è l’invito: consenso e sostegno all’arte per ri-conoscere e celebrare come sempre è stato LE ORIGINI CREATIVE.
miriam ravasio
lunedì 9 gennaio 2012
IMMORTALITA'
(Miriam Ravasio. Luce Sumera, olio su base polimaterica, 2011) Dopo aver condannato Joshua al supplizio, Ponzio Pilato, il figlio dell'astrologo, è turbato da un pensiero " L'immortalità...è venuta l'immortalità. L'immortalità di chi? Non riusciva a capirlo, ma il pensiero di questa misteriosa immortalità gli mise freddo sotto quel gran sole" da Il Maestro e Margherita di Michail Bulgakov
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